Marmi di Sicilia e Sardegna: varietà e utilizzi

Sin dall’antichità, tra le regioni mediterranee, la Sardegna e la Sicilia sono famose per la ricchezza delle loro risorse litiche, tutte di ottima qualità e anche di facile estrazione. Ancora oggi, a livello globale, i giacimenti granitici delle isole italiane costituiscono alcune tra le più ricche masse lapidee suscettibili di ricerca e di coltivazione per realizzare materiali ornamentali e da costruzione.

marmi di sicilia

I marmi siciliani sono noti per il loro uso in ambito di edilizia pubblica non solo in tutto il territorio siculo, ma anche nel resto d’Italia: varie testimonianze si possono individuare nelle chiese e nei pavimenti di edifici come case patronali e borghi.
Ancora oggi, il loro utilizzo in edilizia e in architettura persiste nel tempo principalmente per la facile adattabilità ai progetti di questi marmi e alla loro resistenza alle intemperie di diversa entità e tipologia. Ecco alcuni tra i marmi di Sicilia più utilizzati e più pregiati:

  • Perlato di Sicilia e Perlatino di Sicilia: varietà di marmo con fondo beige chiaro, di natura calcarea, con fossili di colore marrone dall’aspetto più o meno tondeggiante e venature bordeaux o arancioni. Perlato e Perlatino si differenziano perché il Perlato ha la perla (i fossili) più grande mentre la perla del Perlatino è di dimensioni inferiori; hanno, però, in comune la venatura marrone e l’aspetto brecciato;
  • Crema di Roccia: pietra calcarea con fondo di grana medio-grossa di colore beige, con clasti o fossili che danno un aspetto lievemente brecciato;
  • White Mother of Pearl (marmo semiprezioso): materiale calcareo risalente al periodo cretaceo medio di composizione granulometria minuta e ben cementata da un legante calcareo di colore perlaceo, con sottili e discontinue venature di natura ferrosa (color rosso e ocra) ed argillosa (color oro);
  • Avorio Rosé: varietà con fondo beige ed aspetto brecciato dato dalla presenza delle venature irregolari di colore verde o rosate;
  • Rosa Sicilia Antico: calcare brecciato con clasti di colore beige o verde chiaro che si mischiano in una matrice di colore rosa antico;
  • Rosso Tramonto: materiale lapideo di grana medio-grossa di colore rosso mattone, con intensità cromatica variabile in scala delle lastre o del blocco estratto.

marmi di sardegna

Il territorio sardo presenta non solo graniti con varie denominazioni commerciali (Limbara, Rosa Antico, Rosa Beta, Rosa Nule, ecc.), ma anche giacimenti di basalti, trachiti e di calcari noti come marmi di Orosei, i materiali lapidei caratteristici di quest’area d’Italia. La varietà di Orosei, nota anche come Breccia Sarda, Biancone, Perlato Olimpo, Tigrato d’Oriente, Daino Reale e Daino Imperiale, si distingue per la sua duttilità, per la lucentezza, e per la particolarità delle colorazioni: di base beige-nocciola-crema, il suo aspetto cromatico è caratteristico, scalfito da venature più scure e una cristallizzazione di fossili di conchiglie, coralli e altri piccoli organismi. Questo calcare viene estratto dalle cave del monte Tuttavista ad Orosei (costa orientale della Sardegna) e la sua formazione risale al periodo Giurassico e Cretaceo (circa 150 e 100 milioni di anni fa). I marmi di Orosei vengono utilizzati in vari modi: pavimentazioni interne ed esterne, rivestimenti interni ed esterni, scale, davanzali, soglie, ecc.

considerazioni generali

Tra i marmi siculi, particolarmente degno di nota è il Marmo White Mother Pearl di recente estrazione, classificato come semiprezioso ed utilizzato per lavori di lusso in paesi quali Israele e Stati Uniti. In generale, i marmi delle isole italiane vantano una robustezza e longevità che supera le ere geologiche e sfida la comprensione umana del concetto di eternità.

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