La Trachite, alla scoperta di questa pietra vulcanica

Se si parla di Trachite, si fa spesso riferimento al suo utilizzo, nel corso dei secoli, per la realizzazione di marciapiedi e lastricati stradali.

Oggigiorno, i suoi utilizzi sono molteplici, rendendolo un materiale altamente versatile e resistente che in Italia trova un bacino d’estrazione molto ampio. Ecco tutto quello che dovete sapere a riguardo!

Le origini e le caratteristiche della trachite

Il termine Trachite deriva dal greco “τραχύς (trachýs)”, che significa “ruvido”, e richiama l’aspetto scabro e poroso della superficie di questa roccia magmatica effusiva di composizione intermedia e chimismo alcalino, equivalente effusivo delle tieniti. La Trachite presenta una struttura porfirica, vitrofirica o olocristallina, spesso vacuolare o finemente porosa, ed è per questo motivo che è a superficie ruvida.

In termini cromatici, si presenta nelle sfumature chiare, biancastre o grigio-giallastre, e si compone principalmente di sanidino (un feldspato alcalino nelle varietà potassiche e di anortoclasio), plagioclasio e biotite, affiancati in minor misura da pirosseni, anfiboli, magnetite e apatite. Il quarzo, qualora fosse presente, non supera invece il 5 per cento del volume totale della roccia: se dovesse superarlo, si parla allora di quarzo-trachite. La Trachite viene associata ad ambiente non orogenico, come isole vulcaniche medio-oceaniche, e deriva da basalti alcalini per cristallizzazione frazionata.

La Trachite è molto diffusa in Italia, e uno dei luoghi d’estrazione principale si trova nei Colli Euganei, seguito dalla provincia magmatica del Lazio, della Campania, dalle Isole Ponziane e dall’Isola di Vulcano. A livello internazionale invece, la si ritrova in Scozia, Ungheria e a Tahiti ad esempio.

la trachite euganea

La Trachite estratta nel complesso dei Colli Euganei, in provincia di Padova, prende il nome di Trachite Euganea. Grazie alle sue caratteristiche uniche di resistenza meccanica, di lavorabilità e, soprattutto, per la sua natura antiscivolo, questo materiale presenta sua versatilità d’impiego unica, utilizzato fin dai tempi più antichi per realizzare soluzioni sicure ed esteticamente belle.

Ma qual è la sua struttura? Nell’Oligocene inferiore (35 milioni di anni fa), il magma trachitico in risalita portò al sollevamento dello strato superiore, di alcune rocce sedimentarie portando in questo modo alla creazione di laccoliti, delle strutture geomorfologiche che costituiscono gli attuali Colli Euganei. Dal raffreddamento lento di questa grande massa lavica, si ottenne la formazione della Trachite. Per quanto riguarda le colorazioni, la Trachite Euganea si presenta nelle sfumature grigie e gialle; in termini di estrazione invece, la cava più importante è quella di Montemerlo, seguita da quella di Zovon di Vò, dove si estrae la Trachite Zovonite disponibile nelle varietà Calda variegata e Grigia antiacida, entrambe considerate di grande pregio.

Le cave di questa zona vennero utilizzate fin dall’epoca romana per coprire il fabbisogno di materiali lapidei: fino al Medioevo, la Trachite era nota come “silex”, mentre sotto la Repubblica di Venezia, prese il nome di “masegna”, mentre la definizione attuale si raggiunse solo nel 1800. Oggigiorno, viene utilizzata sia nell’edilizia che nell’ambito dell’arredo urbano.

perché è una roccia così caratteristica

Largamente utilizzata nell’edilizia fin dai tempi antichi, la si ritrova soprattutto nei lastricati stradali, marciapiedi e bordature degli stessi.

Di recente, grazie alle sue caratteristiche cromatiche e alle sue caratteristiche strutturali uniche, tra le quali ritroviamo l’alta resistenza, trova largo impiego anche come rivestimento e abbellimento di edifici, sia indoor che outdoor, soprattutto per la realizzazione di scale, pavimenti e balconi.

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